Chi sono?

Me stessoDal 2004 sono inscritto all’ACHI e da due anni costruisco coltelli, ispirato in gran parte dalla cultura dei nativi americani: pellerossa e trapper,che fin da bambino mi ha profondamente affascinato con la selvaggia cultura del vecchio West.

I pellerossa e i trapper hanno sempre avuto un rapporto intimo e sentimentale con il proprio coltello, questo in mano loro acquistava personalità, e questa personalità determinava un profondo attaccamento.

Il valore pratico del coltello è facilmente immaginabile quando si conosce la vita della foresta, di conseguenza il coltello di ferro divenne indispensabile per l’uno e per l’altro.

Considerato”con anima” il proprietario quando lo perdeva o gli veniva rubato si sottoponeva a tremendi sforzi per ritrovarlo, affrontando sentieri impervi e pericoli mortali.

Quando un uomo regalava il proprio coltello, concedeva un pezzo del proprio “essere libero” ed era un grande onore riceverlo. Ogni volta che veniva impugnato si sentiva fischiare il vento sulle creste rocciose e l’odore del fuoco dei bivacchi.

“MÍ LA” Ovvero coltello nella Lingua dei Sioux occidentali

I miei coltelli sono costruiti interamente a mano, con il solo ausilio di una corteggiatrice autocostruita , una forgia, un trapano a colonna e un bindellino; costruiti in modo semplice e un po’ rudimentali, rifiniti solo per la loro essenza e per essere usati senza risparmio in tutte le situazioni: a cavallo nei boschi, a caccia e a pesca ma anche per tagliare pane e salame.

I materiali che preferisco sono le corna dei nostri ungulati e legni come l’ulivo,la noce, ginepro, ebano e qualche legno esotico che a volte impreziosisco con fusioni d’argento che produco personalmente ( a cera persa) , turchesi e altre pietre.

Per gli acciai uso spesso il 440 C, K100, RWL 34, MA5M e a volte non disdegno una buona vecchia balestra forgiata. Le else e i fornimenti sono spesso in ottone, alpacca, acciaio inox , argento oppure mokumè che forgio io; sono tutte ricavate dal pieno a lima oppure fuse a cera persa.

Anche i i foderi sono autocostruiti: cuciti a mano, a volte decorati a sbalzo, oppure con perline colorate che riproducono motivi ornamentali della cultura pellerossa, queste però le compone  mia nipote.